Una delle caratteristiche della produzione cinematografica italiana fin dagli anni ottanta è stata l’apparizione, sul versante ironico, grottesco, o dichiaratamente comico, di alcuni giovani attori/autori, che hanno portato nuovi personaggi e soggetti alla commedia italiana. Tra la comicità poetica dello scomparso Massimo Troisi e le storie scanzonate di Roberto Benigni -i due registi della sua generazione più noti all’estero- si trova il sarcasmo corrosivo di Nanni Moretti (Roma, 1953), che è però più che un commediante. Moretti possiede un fiuto e un occhio critico che gli permette di raccogliere attorno a sé ed incoraggiare nuovi giovani cineasti con una politica di gruppo che ha già dato buoni risultati. Moretti aveva iniziato la sua carriera di regista con Io sono un autarchico (1977), girato in superotto, e poi continuato con film di analisi della propria generazione e degli ideali a cui era legata come per esempio, La messa è finita (1985) e Palombella rossa (1989). Raggiun...
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