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Entrades

S'estan mostrant les entrades d'aquesta data: 2000

CRITICA: Caro diario

Una delle caratteristiche della produzione cinematografica italiana fin dagli anni ottanta è stata l’apparizione, sul versante ironico, grottesco, o dichiaratamente comico, di alcuni giovani attori/autori, che hanno portato nuovi personaggi e soggetti alla commedia italiana. Tra la comicità poetica dello scomparso Massimo Troisi e le storie scanzonate di Roberto Benigni -i due registi della sua generazione più noti all’estero- si trova il sarcasmo corrosivo di Nanni Moretti (Roma, 1953), che è però più che un commediante. Moretti possiede un fiuto e un occhio critico che gli permette di raccogliere attorno a sé ed incoraggiare nuovi giovani cineasti con una politica di gruppo che ha già dato buoni risultati. Moretti aveva iniziato la sua carriera di regista con Io sono un autarchico (1977), girato in superotto, e poi continuato con film di analisi della propria generazione e degli ideali a cui era legata come per esempio, La messa è finita (1985) e Palombella rossa (1989). Raggiun...

Ecologia linguistica

Non dirò niente di nuovo affermando che storicamente ogni impero ha imposto la sua lingua e il suo modello culturale ai territori conquistati. L’antica Europa imperiale, che aveva imposto alcune delle sue lingue alle colonie di oltremare e ai territori vicini è diventata oggi sé stessa quasi una colonia degli Stati Uniti e la storia si ripete, benché in modo un po’ diverso. L’imposizione del presente non si fa con la forza delle armi ma dell’economia, dell’informatica e dei “mass media” –scusate l’anglicismo. È un'imposizione fatta di seduzione, molto più vantaggiosa per i colonizzatori perché i colonizzati non diffidino delle loro intenzioni e non si rivoltino –quasi- mai. Abbiamo di fronte un processo storico che non è nuovo, che obbedisce a una crudele legge naturale. Ma questo non vuole dire che dobbiamo rimanere passivi: anche l’evoluzione del latino fino alla sparizione è stato un processo naturale. Ma civilizzazione, non era sinonimo d’intervento sull’ordine naturale? Le li...

Appunti per un diario siciliano

Giovedì 8 - Venerdì 9 Giugno 2000: Palermo. Palermo era per me una città macchiata. La sua storia veniva ridotta all’attività non molto “pulita” d’una organizzazione nota a tutti: la Mafia. Per fortuna, ho scoperto che Palermo aveva molti incanti nascosti sotto gli anni e la dimenticanza, che tutta la città era un'opera d’arte decadente, prodotto di una miscela di civilizzazioni. Mediterranea, fresca e affascinante, però a volte anche pesante e intrigante, Palermo mi è apparsa come un monumento alla storia delle sue invasioni: prima d’essere annessa al regno d’Italia nel 1860,  Palermo era stata dominata dai Fenici, Cartaginesi, Greci, Romani, Normanni, Arabi, Catalani e Spagnoli. Coloro avevano lasciato la loro impronta. Ma, come era possibile che quella che era stata una delle capitali mediterranee più belle,  avesse adesso un centro storico così degradato,   dei suburbi vittime della speculazione immobiliare –dicono che direttamente mafiosa-, e una povertà che fac...

Art on the small screen

I have just found in a well-known Toulouse megastore a real treasure: the full episodes that Alfred Hitchcock directed for his famous TV show, Alfred Hitchcock presents . It is a collection made in France that contains three videotapes, in the original version, subtitled in French, with seventeen episodes dating from 1955 to 1961. For those not familiar with this show, it is essential to know that it was an absolute success in those years on the CBS Network. In fact, the main attraction was Hitchcock himself, very popular in the mid-1950s, who, weekly, used to introduce and close each episode in a humorous way. He only directed a few episodes but, believe me, it is worth watching. It is quite usual that some talented cinema directors start out on television, like Steven Spielberg, for instance, who signed some Columbo episodes. But it is not the case of Alfred Hitchcock: he began his career in the twenties in Great Britain and during the fifties he produced his best work. That is why ...