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Entrades

Seta, la grandezza delle piccole cose

Alessandro Baricco presenta la sua opera Seta affermando che “questo non è un romanzo. E neppure un racconto. Questa è una storia”. Io non saprei dire qual è il genere di questo libro ma quello che è certo è che dalla prima riga il lettore non può fermarsi fino all’ultima. Quando questo fatto succede è forse perché uno scrittore è riuscito a creare un capolavoro della letteratura? Il tempo lo giudicherà, però non credo che la storia di Baricco sia un “best seller” qualunque, ideato soltanto per affascinare un pubblico poco abituato alla grande letteratura: c’è qualcosa nella sua perfetta semplicità narrativa che lo rende singolare. L’autore torinese ci racconta una storia d’amore fra un commerciante di bachi di seta francese del secolo XIX e una geisha giapponese. Non è una storia d’amore tipica ma fatta a pennellate, discontinua, breve, basata su una lettera d’amore scritta da un autore inatteso, e nutrita da desideri non confessati. Insomma, un vero piacere letterario la cui saggezz...

STORIA DI UN COLTELLO

Ogni volta che ho nella mano questo coltello, sento il desiderio di piangere... È strano che dopo tutti questi anni ancora lo conservi, che non lo abbia perduto come mi capita con tutte le altre cose che ho avute. Non ci trovo nessuna altra risposta se non il fatto che ci tengo a questo coltello. Mio padre me lo regalò più di cinquant’anni fa. Lui non era il tipo di uomo a cui piaceva comprare regalini ai suoi figli, anzi, era un porco fascista preoccupato perché nella sua discendenza non avesse nessun finocchio.  Il miracolo, però, fu che io vincessi il primo premio di Geografia e Storia Italiana della mia classe, un successo sorprendente, assai importante secondo lui per meritare una ricompensa e che, senza dubbio, fu una delle poche occasioni in cui si sentì fiero di me.  Tuttavia, non dimenticherò mai il modo in cui si servì di questo coltello come se fosse una correggia di cane la notte di quel 30 giugno, tanti anni fa. Io ero arrivato dalla scuola dov’ero interno fin dal...

CRITICA: Caro diario

Una delle caratteristiche della produzione cinematografica italiana fin dagli anni ottanta è stata l’apparizione, sul versante ironico, grottesco, o dichiaratamente comico, di alcuni giovani attori/autori, che hanno portato nuovi personaggi e soggetti alla commedia italiana. Tra la comicità poetica dello scomparso Massimo Troisi e le storie scanzonate di Roberto Benigni -i due registi della sua generazione più noti all’estero- si trova il sarcasmo corrosivo di Nanni Moretti (Roma, 1953), che è però più che un commediante. Moretti possiede un fiuto e un occhio critico che gli permette di raccogliere attorno a sé ed incoraggiare nuovi giovani cineasti con una politica di gruppo che ha già dato buoni risultati. Moretti aveva iniziato la sua carriera di regista con Io sono un autarchico (1977), girato in superotto, e poi continuato con film di analisi della propria generazione e degli ideali a cui era legata come per esempio, La messa è finita (1985) e Palombella rossa (1989). Raggiun...

Ecologia linguistica

Non dirò niente di nuovo affermando che storicamente ogni impero ha imposto la sua lingua e il suo modello culturale ai territori conquistati. L’antica Europa imperiale, che aveva imposto alcune delle sue lingue alle colonie di oltremare e ai territori vicini è diventata oggi sé stessa quasi una colonia degli Stati Uniti e la storia si ripete, benché in modo un po’ diverso. L’imposizione del presente non si fa con la forza delle armi ma dell’economia, dell’informatica e dei “mass media” –scusate l’anglicismo. È un'imposizione fatta di seduzione, molto più vantaggiosa per i colonizzatori perché i colonizzati non diffidino delle loro intenzioni e non si rivoltino –quasi- mai. Abbiamo di fronte un processo storico che non è nuovo, che obbedisce a una crudele legge naturale. Ma questo non vuole dire che dobbiamo rimanere passivi: anche l’evoluzione del latino fino alla sparizione è stato un processo naturale. Ma civilizzazione, non era sinonimo d’intervento sull’ordine naturale? Le li...

Appunti per un diario siciliano

Giovedì 8 - Venerdì 9 Giugno 2000: Palermo. Palermo era per me una città macchiata. La sua storia veniva ridotta all’attività non molto “pulita” d’una organizzazione nota a tutti: la Mafia. Per fortuna, ho scoperto che Palermo aveva molti incanti nascosti sotto gli anni e la dimenticanza, che tutta la città era un'opera d’arte decadente, prodotto di una miscela di civilizzazioni. Mediterranea, fresca e affascinante, però a volte anche pesante e intrigante, Palermo mi è apparsa come un monumento alla storia delle sue invasioni: prima d’essere annessa al regno d’Italia nel 1860,  Palermo era stata dominata dai Fenici, Cartaginesi, Greci, Romani, Normanni, Arabi, Catalani e Spagnoli. Coloro avevano lasciato la loro impronta. Ma, come era possibile che quella che era stata una delle capitali mediterranee più belle,  avesse adesso un centro storico così degradato,   dei suburbi vittime della speculazione immobiliare –dicono che direttamente mafiosa-, e una povertà che fac...

Art on the small screen

I have just found in a well-known Toulouse megastore a real treasure: the full episodes that Alfred Hitchcock directed for his famous TV show, Alfred Hitchcock presents . It is a collection made in France that contains three videotapes, in the original version, subtitled in French, with seventeen episodes dating from 1955 to 1961. For those not familiar with this show, it is essential to know that it was an absolute success in those years on the CBS Network. In fact, the main attraction was Hitchcock himself, very popular in the mid-1950s, who, weekly, used to introduce and close each episode in a humorous way. He only directed a few episodes but, believe me, it is worth watching. It is quite usual that some talented cinema directors start out on television, like Steven Spielberg, for instance, who signed some Columbo episodes. But it is not the case of Alfred Hitchcock: he began his career in the twenties in Great Britain and during the fifties he produced his best work. That is why ...

SAUVÉ

Île inconnue, le 25 novembre 1999. A l’attention de n’importe qui, Si je ne me trompe pas, on vient de faire naufrage. Voilà une expérience que je n’avais pas encore vécue. J’ai fait le tour du monde en prenant des photos dans tous les conflits armés des 25 dernières années mais je vous jure que je ne m'étais jamais mouillé les pieds! À dire vrai, je me suis réveillé dans l’eau - j’ai trop bu pendant le vin d’honneur offert par le capitaine - qui heureusement n’était pas froide: c’est l’avantage de faire une croisière dans la Mer du Sud. Comme je suis un bon nageur, regagner la côte ne m’a pas représenté un grand effort. Mais à qui appartient cette côte ? Il faudra bien le découvrir... mais sans se presser, car j’ai tout le temps du monde, mon voyage, à présent, n’a pas un jour de retour fixé à l’avance. L’île n’a pas l’air d’être habitée. Si elle l’était, j’aurais déjà aperçu quelque touriste japonais sous les cocotiers et, par contre, les seuls touristes que je vois sont ceux qui...

Indimenticabile Mastroianni

Dicevano di lui che era la personificazione del “latin lover” e in questa affermazione c’è una parte di verità. Certamente, lui aveva conservato fino alla sua morte una presenza fisica invidiabile: forse qualche chilo di più, ma Marcello aveva invecchiato bene, una sorta di Sean Connery all'italiana. I capelli canuti, le rughe, gli conferivano una serenità ancora più forte alla sua eleganza naturale. Ci sono tanti film dove la sua interpretazione mi ha colpito! Mi ricordo certamente del giovane giornalista disincantato con l’alta società romana che lui interpretava in La dolce vita . E anche del nobile siciliano deciso ad ammazzare sua moglie per sposare sua nipote nel film Divorzio all’italiana . Ma veramente, sono i suoi ruoli di maturità quelli che preferisco: non posso dimenticare quello dell’omosessuale antifascista in Una giornata particolare  e neppure quello del padre dominante di Che ora è? . Però se devo scegliere un personaggio di Mastroianni non posso fare altro che dir...

Regard de magnétoscope

Je viens de voir L'homme qui aimait les femmes , de François Truffaut. Ou peut-être devrais-je plutôt dire "regarder", car je l'ai vu chez moi, en support vidéo. À l'heure actuelle, je ne vais rien vous apprendre si je constate qu'il y a de nombreuses différences sur les plans artistiques et techniques entre la vision d'un film sur l'écran d'une télé et sur l'écran d'une salle de cinéma. Mais, en tout cas, je voudrais attirer l'attention sur les attitudes des spectateurs qui ont énormément changé dès l'apparition de la télévision et, en particulier, du magnétoscope. On ne voit pas les films de la même façon qu'avant, on y applique un "regard de magnétoscope", dispersé, insignifiant et, surtout, domestique. Pour tous ceux qui font partie du cercle d'oiseaux rares connu sous le nom de cinéphiles, le magnétoscope est un pis-aller. Qu'est-ce qu'on peut faire pour revoir les films qui ont compté dans notre vie? ...

LETTER TO A HIDEOUS ASSASSIN

My least dear Eunice, I am writing to wish you the worst time of your life in prison. Have you already realized that your murder was completely useless? Never mind: life imprisonment will give you time enough to think about it. You killed the Coverdales, who were capable of loving and enjoy life in a way that you could never do, with the only purpose of hiding your own disability. Paradoxically, as a result of your awful and silly behavior, the world knows your secret illiteracy. Why was it so hard for you to confess and remedy it? Eunice, I actually dislike you not only because you are a murderer but because you are also a miserable and unpleasant character. Moreover, you lack personality, so you killed, instigated by that mad and fanatic friend of yours, Joan. You are not a brilliant killer, either, unlike a recent acquaintance of mine, Mr. Ripley, who is a real artist of immorality. If you had been as observant as he is, you would have realized the tape recorder was on and you w...

DÉCISION

Aujourd'hui est un grand jour dont les encyclopédies parleront: c'est le jour de mon début comme écrivain. Comme réponse à tous ceux qui me considèrent comme un indécis, j'ai décidé de mettre par écrit mes pensées les plus intimes, ma conception du monde, mes inquiétudes, mes amours, et tout ce qui va me procurer une place dans l'histoire de la littérature. Ne pensez pas qu'il s'agit d'une décision précipitée; tout au contraire, c'est une idée que j'ai abritée depuis longtemps mais que j'ai voulu, consciemment, garder jusqu'au moment où  j'aurai un bagage culturel, moral et  humain assez intéressant à offrir au monde. Et ce jour est arrivé, je suis prêt à être jugé par l'humanité.  Mais ne croyez pas que c'est si simple d'écrire. Avant de produire mon "opera prima" je dois considérer quelques aspects.  D'abord, il faut que je choisisse la langue. Ouf, maudit bilinguisme! Si j'écris dans la langue B on va me c...

Hong Kong 1993

L'avion descend littéralement entre les bâtiments de Hong Kong. On dirait qu'il va se poser en plein milieu de la rue, qu'il va "se garer" entre les affreux gratte-ciels pâles et maigres qui montrent aux passagers leur intérieur, leurs postes de télévision allumés, leurs locataires coincés comme dans des ruches. J'ai lu quelque part que c'était un aéroport difficile, que faute d'espace, il a été construit sur la baie que, pour l'instant, je n'ai pas encore vue. Après avoir accompli les formalités nécessaires, la rue m'attend. Dès que je sors de l'aéroport, moderne, impeccable, je me sens vraiment dans l'une des dernières colonies, dans un morceau d'occident en Chine. Quand les touristes se sont évaporés et qu'il n'y avait que des Chinois autour de moi, je me suis senti, pour la première fois, différent, presque un intrus. Je réussis à me faire comprendre par le chauffeur d'un taxi pour qu'il m'emmène à l...

VO? OK!

Es vaticinava que Batman seria la pel·lícula de l'any. No ha estat així a Catalunya. Un altre film molt més modest econòmicament li ha robat el liderat. Es diu Bagdad Cafè i, ves per on, ja porta un any en cartellera. Si l' èxit de les aventures de l'home ratpenat s'ha fonamentat en una estudiada campanya de màrqueting, el de Bagdad Cafè ha consistit en la transmissió oral, en el boca-orella dels seus espectadors que ha evidenciat que els cinemes abans dits «d'art i assaig» no han de ser necessàriament un fenomen minoritari. Sales com Casablanca programen cintes agosarades estèticament i, alhora, revisen els grans clàssics nord-americans. Això sí, sempre en VO, versió original, i tractant sempre l'espectador com un individu amb criteri. La vella cançó que si una pel·lícula no s'exhibia en versió doblada a l'espanyol no tenia èxit s'ha demostrat falsa gràcies a cinemes barcelonins com el Moderno, l’Arcàdia, el Capsa, els Verdi o els Casablanca. El ...

Va de retro

Una altra telesèrie rescatada del passat arriba a les pantalles de la Televisió de Catalunya a finals del proper mes de gener: es tracta d' El Sant , un dels èxits de la televisió britànica dels anys seixanta que va fer famós l'actor Roger Moore i li permeté d'interpretar el paper de James Bond quan Sean Connery el va deixar vacant l'any 71. El Sant va romandre cinc temporades en antena, entre 1963 i 1968, i va donar lloc a un remake uns deu anys després, El retorn del Sant que, protagonitzat per Ian Ogilvy, no va assolir ni de bon tros el mateix èxit. La imminent arribada d' El Sant representa el darrer lliurament d'èxits de la petita pantalla provinents del passat. Si donem un cop d'ull a la programació de la Televisió de Catalunya, podrem comprovar que entre els seus dos canals es passen un total de 5 produccions realitzades entre 1959 i 1973: L'hora d'Alfred Hitchcock , Batman , El superagent 86 , Els Picapedra i Star Trek . I si anem uns ...